Lo Smart working entra in Softeco. La digital company del Gruppo TerniEnergia e le organizzazioni sindacali hanno, infatti, firmato un’intesa per sperimentare per 6 mesi il cosiddetto “lavoro agile”, grazie al quale i dipendenti potranno svolgere la propria attività sia in una diversa sede aziendale, più prossima al luogo di dimora del dipendente, sia in altro luogo idoneo ad una connessione informatica alla rete aziendale e sicuro per quanto riguarda la protezione dei dati e delle informazioni aziendali secondo le policy aziendali e le normative vigenti.

Smart working per aumentare la produttività

“Con questo accordo – commenta l’amministratore delegato di Softeco, Laura Bizzarri – intendiamo assecondare l’attitudine resiliente dell’azienda, in linea con l’andamento dei mercati di riferimento. Softeco intende proporsi alla propria clientela come un’azienda innovativa e capace di assorbire le nuove tendenze volte al miglioramento della vita lavorativa dei propri dipendenti, quale presupposto per l’incremento della produttività individuale ed aziendale. Vogliamo sottolineare come il livello di interlocuzione con le organizzazioni sindacali sia cresciuto, favorendo la costruzione di nuove policy di welfare aziendale, volte a sviluppare condizioni di lavoro armonizzate con le esigenze di competitività e si qualità della vita dei dipendenti e delle loro famiglie”.

Coinvolti tutti i lavoratori dipendenti

L’attività aziendale di Softeco, che si sviluppa in ambito informatico è particolarmente idonea ad adottare le modalità di smart working o “lavoro agile” previste dalla legge 81/2017. I destinatari dell’accordo di sperimentazione sono potenzialmente tutti i dipendenti a tempo indeterminato, anche in apprendistato, e determinato, con esclusione del personale in periodo di prova e dei dipendenti le cui attività non sono eseguibili da remoto. L’accordo individuale di smart working integrerà ad ogni effetto il contratto individuale di lavoro e potrà essere richiesto dall’azienda al dipendente per esigenze produttive ed organizzative, anche connesse alla peculiare attività di consulenza, ovvero potrà essere richiesto dal dipendente all’azienda per necessità di conciliazione dei tempi di lavoro e di vita privata.

Le giornate lavorative da svolgere in smart working, durante i sei mesi di sperimentazione, potranno essere al massimo cinque al mese; tale limite è innalzabile sino a otto per il personale con domicilio sito a più di 100 Km dal luogo abituale di lavoro. Deroghe specifiche potranno essere analizzate dall’azienda e dalla RSU.

Il contributo dell’accordo per la sostenibilità

Tra le conseguenze dell’intesa siglata con le rappresentanze sindacali, che consentirà ai lavoratori di operare dalle proprie abitazioni o da altro luogo, utilizzando gli strumenti tecnologici forniti dalla Società, vi è anche l’incentivazione della cultura della sostenibilità. L’accordo sullo smart working produrrà, infatti, una migliore organizzazione del tempo da dedicare alla famiglia, minori spostamenti per raggiungere il luogo di lavoro con conseguente riduzione dell’inquinamento causato dai mezzi di trasporto, efficienza delle prestazioni attraverso l’uso di attrezzature digitali.